Stagione teatrale 2009/10

Alla Corte dei Re
Ridere, ridere, ridereI Monologhi del Blu
Topolini a Teatro
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Stagione teatrale 2009/10
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I Monologhi del Blu

Vorrei tanto dormire e non sognare più
In punta di piedi
La via di una scimmia
Graal.
La notte che Wagner uccise Spontini

 

I monologhi del blu
Spazio alla riflessione
Parola e gesto, ovvero la dimensione essenziale del teatro. Amplificare la voce dello spirito e consegnarne l’essenza allo spettatore. Con una rassegna tematica interamente rivolta al monologo si apre il sipario su un teatro volutamente rivolto alla riflessione. Luoghi e momenti del reale: dal contemporaneo allo storico i mo­nologhi presentati non si pongono come “opere impegnate” ma lasciano spazio ad un colloquio teatrale brio­so e stimolante.

 

 

In Punta di Piedi25-26 febbraio - In punta di piedi
Compagnia Biancofango
Testo e regia Andrea Trapani e Francesca Macrì
Con Andrea Trapani
NB: Spettacolo annullato causa indisponibilità di uno degli attori

Tre parole d'ordine che suonano come fantasmi da scacciare violentemente, ma non prima di averli “marcati a uomo”: Firenze, calcio, adolescenza. Firenze, la città bella di una bellezza rara, che ama farsi guardare, ma mai che ri-guardi; la città dove gli sguardi sono schiaffi, e le parole vengono usate come frustate per fare male. Il calcio giovanile, quello delle partite nei piazzali sotto casa, con palloni sgonfi o lattine vuote, e con i giubbetti a far da pali. Un'adolescenza passata a scalciare gli anni con la stessa forza con cui si butta la palla in fallo laterale. Dedicato a chi, il calcio, dopo averlo anche odiato, ora vorrebbe poterlo amare.


 

La Via di una Scimmia25-26 marzo - La via di una scimmia
Associazione OgniRamo
Tratto da Relazione all’accademia di Kafka F.
Adattamento e regia di Gaetano Sansone
Con Monica Bonomi

Maltrattare l'anima, sottoporsi alla manipolazione e al violento paradosso morale: è lo scotto da pagare per prendere parte alla società degli “uomini”,  è ciò a cui deve piegarsi la scimmia protagonista del racconto per liberarsi dalla gabbia in cui era stata imprigionata e poter assurgere finalmente alla gloria tra gli uomini.
Tratto da “Una relazione all'Accademia” di Kafka, questo paradossale apologo su un'integrazione disperata e grottesca gioca su un processo inverso a quello della Metamorfosi: non l'uomo che degrada fino a diventare un insetto, ma la bestia che ascende alla dignità umana. Anche se il risultato non cambia: non c'è spazio per la libertà, e la cella che ci tiene prigionieri diventa lo spazio interiore della nostra libertà. L'unica via di scam­po è la recita, l'essere altro da sé, che qui trova espressione, per la prima volta, attraverso una voce femmi­nile.


15-16 aprile - Graal. La notte che Wagner uccise Spontini
Melologo di Gianni Gualdoni
Con Renato Campese
e con Balletto da Camera del TLSM
Coreografia Patrizia Bianchi

Costumi Giuliana Gualdoni
Luci e fonica Giorgio Ciattaglia
Regia e scene Gianni Gualdoni
Musiche di Wagner e Spontini

Venezia, 13 febbraio 1883: da pochi mesi ha presentato con successo a Bayreuth la sua ultima opera, il “Parsifal”, e ora sta scrivendo il suo ultimo articolo. È Richard Wagner, personaggio principe in scena, che rievoca Spontini, celebrando in modo personale ed ineffabile la fede nell'arte, in una liturgia di natura laica ed umanistica. L'antica orazione funebre per Spontini si fa impercettibilmente conferenza, lezione storica, slancio onirico, confessione intima, ma anche approfondimento musicale, dove la musica dei due autori viene usata in modo drammaturgico quale autentico leitmotiv.

 

29-30 aprile - Vorrei Tanto dormire e non sognare più
Testo di A. Musella
Regia Gustavo La Volpe e Alfredo Lubrano
Con Gustavo la Volpe


Ah, l'amore di una madre!
Unico, totale, generoso, incondizionato... egoista, ottuso, distruttivo.
Nella lotta estenuante per mantenere imbrigliata un'identità composita e ambigua, in bilico fra "masculillo e femmenella", dolcezza e aggressività, il protagonista di questo "monologo a più personaggi" vive il dramma di una educazione sentimentale e sessuale straniante, tra giochi materni inconfessabili ed episodi di cieca fero­cia. “Presenze”, voci, linguaggi affollano una rappresentazione carica di pathos che ripropone, pur nella singola­re e lacerante vicenda umana affrontata, l’eterno dilemma tra Realtà e Finzione, l’essere e l’apparire.

29 aprile SERATA PRIVATA AD INVITI
30 aprile - SERATA APERTA AL PUBBLICO

 





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